Interviste

ZED1 a.k.a. Marco Burresi ci parla del suo primo libro Tales From The wall – Intervista

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Zed1, Parlaci un po’ di te!

Ho fatto il primo muro nel ‘93, in seguito ho iniziato a dipingere i muri con la mia tag Zed1 come writer utilizzando solo spray.

Avendo sempre amato il figurativo ho elaborato il mio stile sulla falsa riga di marionette e burattini, umanizzandoli fino all’attuale stile di adesso.

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Zed1 – Perdersi negli altri – San Gavino Monreale – Sardegna

Ho iniziato come Zed1 facendo lettering in strada, dipingevo sui treni, poi le prime convention sui graffiti e sempre più muri in giro per l’Italia, tanto da essere arrivato al punto di avere costantemente una valigia in macchina, pronta all’uso.

Nella mia crew ero quello specializzato negli sfondi, per la mia naturale propensione verso l’aspetto figurativo del writing tanto da trasformare, nel tempo, le lettere da 3d a veri e propri personaggi.

Il 2002 lo considero l’anno decisivo, quello della svolta stilistica, quando dipinsi su tela la mia prima marionetta.

Ero a Certaldo -in provincia di Firenze- nella mia città natale, durante “Mercantia”, festa del teatro di strada, ancora oggi un festival importantissimo che richiama ogni anno numerosi artisti di strada.

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Zed1 a Montegranaro

Ho ancora vivido il ricordo di un burattinaio che aveva delle marionette bellissime e subito raffigurai un Pinocchio rimasto imbrigliato nel suo stesso filo a rappresentare il rimanere vittime di se stessi e delle proprie scelte.

Adoravo e adoro le marionette per quelle posizioni impossibili e disarticolate in cui posso posizionare mani braccia e teste, per trattare tematiche attuali e atroci, ma calate in un mondo immaginario e fiabesco.

Rimasi irrimediabilmente compromesso da questo contrasto formale e stilistico, dall’immenso potenziale comunicativo dei burattini,  potente e allo stesso tempo delicato.

Da quel lontano 2002 ad oggi tutti i miei personaggi sono sempre rappresentati come delle marionette.

Come nascono la tua passione per la Street Art e il tuo lavoro?

I primi lavori su muro li ho visti da dei miei compagni di classe che studiavano grafica pubblicitaria con me.

Loro dipingevano già muri con spray, avevano fanzine e delle cartoline prese credo in qualche libreria con dei lavori americani ai tempi molto belli.

Cosa significa la fotografia per te e che rapporto ha con il tuo lavoro da street artist?

Mah…, la fotografia è un mezzo di espressione che non considero molto in verità, io fotografo solo per avere una memoria dei miei lavori (infatti Stefano dice che fò foto di merda…).

Qualche artista e/o fotografo che ha ispirato il tuo lavoro?

Come fotografi nessuno, mi piace invece il mondo del pop surrealismo, di sicuro i lavori di Bosch e nella street art, Blu e Osgemeos mi hanno ispirato.

Cosa fai quando non sei impegnato in progetti artistici?

Mi alcolizzo, vado alle feste, passo un po’ di tempo con il mio cane, magari al mare e faccio yoga con scarsi risultati a causa del mal di schiena.

La mia arte mi permette di viaggiare molto quindi non mi serve altro, non ho nessun hobby: dipingo e quando non dipingo, progetto per dipingere!

Parlaci di Tales From The Wall. Com’è nato questo libro?

Tales From the Wall di Zed1 – Il libro

Tales from the wall è stato pensato per raccontare alcuni miei dipinti realizzati tra il 2010 e il 2016.

Uso il termine “raccontare” non a caso: quando elaboravo mentalmente questo mio nuovo progetto, pensavo che mi sarebbe piaciuto andare al di là di una semplice raccolta di immagini, volevo fare molto di più di una semplice catalogazione.

Volevo affiancare alle immagini degli aneddoti, raccontare della genesi, del soggetto e del significato, degli organizzatori, delle avventure bizzarre, delle difficoltà, ne è nato Tales from the wall, appunto.

I muri sono da sempre la mia valvola di sfogo, un modo per estraniarmi dai problemi, un vero e proprio diario personale pubblico, invece che segreto, lasciato  aperto a chiunque voglia leggerlo.

Sui muri appunto le idee e riflessioni che traggono ninfa vitale da suggestioni differenti, a volte sono gli organizzatori stessi a fornirmi elementi sufficienti da cui prendono vita i miei personaggi.

Altre volte attingo dall’esperienza personale, altre ancora è il muro stesso, con la sua storia, con quelle tracce  lasciate da un passato ormai lontano, a guidare mente e tratto.

Per Tales from the wall ho trascorso gli ultimi mesi a cercare materiale, a reperire foto e valutare la qualità delle immagini -pagando spesso il prezzo della mia proverbiale disorganizzazione, fino ad arrivare a un gruppo di 63 opere scelte!

Il comune denominatore di Tales from the wall è la potenza estetica, la poetica e un pizzico di sentimento laddove un muro mi era più caro di altri, legato a un ricordo speciale.

Ho scelto i lavori che mi rappresentano di più; parlano degli ultimi venti anni passati sui muri, dell’evoluzione della street arti italiana, testata sulla mia pelle e delle mille sfumature che hanno portato all’ultimo Zed1, quello della maturazione!

Tales from the wall è un libro retrospettivo, documenta il lavoro artistico di Zed1 sviluppato nell’arco di 5 anni. Raccontaci un episodio che hai vissuto e che ti ha segnato particolarmente?

Dal 2010 al 2016 sono più di 5 anni…!

Non so, mi vengono in mente tutte cose trash che non ho neanche scelto per il libro Tales from the wall…. Un aneddoto interessante è di quando ero in Galles e mi hanno censurato il muro, oppure, di come ho elaborato il progetto Mario Monicelli a Grosseto.

Che consigli può dare Zed1 agli artisti emergenti?

La prima cosa che mi viene in mente a Zed1 è: “Lasciate perdere l’arte se vi piace una vita normale o tranquilla, poi giocatevela fin da giovani quando andate alle superiori e all’università, fregatene di chi vi dice di studiare, dovete solo avere voglia di imparare e sperimentare, serve tanta pratica che poi nella realtà risulterà sempre insufficiente”.

Adesso sono felice ma non sai mai quanto dura la pacchia e mai pronto per avere le fondamenta per una famiglia o un progetto a lunga scadenza.

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About Stefano Bianchi

Fondatore e CEO di crowdbooks.com | Ho 20+ anni di esperienza come grafico editoriale e Art Director | Sono specializzato nella pubblicazione e produzione di libri fotografici.
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